Parla Socrate: Che differenza c’è tra discorso lungo e uno breve? Risponde Gorgia
Aprile 8, 2008
Socrate: «Io vorresi cercare di sapere da Gorgia in che consiste la funzione propria alla sua arte e cosa egli professi ed insegni»
Callicle: «Non resta che rivolgere a Gorgia stesso la domanda: proprio in questo consisteva uno degli argomenti della sua esposizione e proprio ora invitava gli ospiti presenti a rivolgergli la domanda che ciascuno volesse, dichiarandosi pronto a rispondere a tutto»
Gorgia:«Nessuno da molto tempo mi ha posto una domanda il cui contenuto fosse per me assolutamente nuovo»
Polo:«Molte arti ci sono tra gli uomini empiricamente ritrovate attraverso l’esperienza. L’esperienza fa sì che la nostra vita proceda secondo una certa regola, al contrario la mancanza di esperienza ci fa procedere a caso. Fra tutte queste arti vi è chi esercita l’una e chi l’altra, i migliori le migliori. Gorgia è tra i migliori, e l’arte che possiede è, fra tutte, l’arte più bella» [Polo di Agrigento fu maestro di retorica, discepolo di Gorgia di Lentini: avrebbe scritto un trattato sul linguaggio dove si esprime con neologismi creati da lui stesso]
Socrate: «Gorgia, dicci tu con quale nome ti si deve indicare in quanto esperto di una certa arte»
Gorgia:«Della retorica»
Socrate:«Bisogna dunque chiamarti retore?»
Gorgia:«E buon retore»
Socrate:«Ma sei capace di rendere tali anche gli altri?»
Gorgia:«Proprio questo prometto»
Socrate:«E tu vorresti procedere nell’arte dialogica rinviando ad un’altra occasione l’arte retorica con cui Polo aveva cominciato? Cerca di rispondere il più brevemente possibile alle mie domande»
Gorgia:«Talvolta, Socrate, alcune risposte richiedono discorsi lunghi; tuttavia risponderò nel modo più breve. D’altra parte nessuno saprebbe dire la stessa cosa più brevemente di me»
Socrate:«Quale è dunque l’oggetto proprio della retorica?»
Gorgia:«I discorsi»
Socrate:«Essa rende abili a parlare»
Gorgia:«Sì»
Socrate:« Ma anche a pensare su ciò di cui si discorre?»
Gorgia:«Certo»