Archiviazioni mensili: Febbraio 2008

Tu sai che qualunque cosa dice tua madre, la dice senza pensare al male e che anzi ti vuole più bene di ogni altra persona al mondo:
come puoi adirarti con lei? O credi che tua madre ti voglia del male?.
Questa madre così ben disposta verso di te, che quando sei malato usa ogni cura possibile per rimetteri in salute,
e che si accerta che tu non manchi di tutto ciò che è necessario,
che prega Dio perché ti accordi del bene e per questo ha fatto voto, questa madre la trovi insopportabile?
Personalmente credo che se tu non puoi sopportare una tale madre tu non possa nemmeno sopportare tutto ciò che c’è di buono al mondo.

Quale pena o quale multa s’addicono alla condotta d’uno che per tutta la vita non rimase inerte alla voce del dovere? Uno che non ha tenuto in conto alcuno degli interessi tanto pregiati dai molti? Uno che ha ritenuto se stesso veramente troppo onesto per mantenersi illeso, se si fosse occupato di ciò? Cercavo di persuadere ad uno ad uno voi tutti di non prendervi tanta cura di qualche vostra cosa, prima che non vi foste preso cura della vostra interiorità; e ciò per diventare, quanto più era possibile, perfetti, in una visione spirituale della vita. Insomma, quale condizione è conveniente ad una simile condotta? 

Essendosi accorto un giorno che il proprio figlio maggiore era adirato contro la madre gli disse:«Rispondimi ragazzo, sai tu che vi sono delle persone che vengono chiamate ingrate?». «Certamente», rispose il giovane. «Bene, hai osservato quello che fanno per meritarsi tale nome?» «Sì, chiamiamo ingrati coloro che, avendo ricevuto dei benefici, non mostrano di essere riconoscenti quando potrebbero farlo.» Poi intervenne Socrate:«Ed ora dimmi, dove si può trovare qualcuno che abbia ricevuto dei benefici più considerevoli di quelli che i figli hanno ricevuto dai genitori? Perché è grazie ai genitori che i bambini sono assurti dal nulla all’esistenza, che possono vedere tante cose meravigliose e prender parte di tutti i doni che gli dèi dispensano agli uomini… L’uomo nutre la donna con cui deve fondare una famiglia ed accumula in anticipo tutto ciò che crede dovrà servire ai futuri figli e ne fa la più ampia provvigione possibile. Quando la donna ha concepito, mettendo la sua stessa vita in pericolo, ciba il bimbo degli stessi cibi che essa stessa ha ingerito e quando giunta al termine, lo dà alla luce a prezzo di forti dolori, lo allatta e lo cura, senza aver ricevuto alcun beneficio e senza che il neonato sappia le cure di cui è circondato né che possa indicare ciò di cui ha bisogno. Ma la madre cerca di indovinare ciò che può essergli utile e fargli piacere e si sforza di soddisfarlo; lo nutre a lungo e fatica per lui giorno e notte senza sapere se le sarà riconoscente. Ed i genitori non si accontentano solo di nutrire i loro piccoli ma, quando li vedono pronti ad apprendere qualcosa, comunicano loro tutte le conoscenze utili alla vita che loro stessi vivono, e se vi è qualcosa che credono un altro possa insegnare meglio di loro lo mandano da questo maestro senza badare alla spesa e prodigano i loro sforzi e le loro cure per rendere i figli migliori.»

«Tu dunque ragazzo mio, se sarai saggio, pregherai gli dèi di perdonarti le mancanze di rispetto verso tua madre,
per timore che anche loro ti guardino come un ingrato e ti rifiutino i loro favori.
Ed infine non dimenticare che di fronte all’umanità, se ci si accorge che tu trascuri i tuoi genitori,
ti si disprezzerà e finirai per trovarti senza amici, perché, sapendoti ingrato verso i tuoi, nessuno penserà nel renderti un favore,
di poter contare sulla tua riconoscenza.»

Oggi ho finito di comporre il sesto brano del balletto “Storia di Psiche”.
Sono veramente soddisfatto.
Per ascoltarlo dovrete pazientare che finisca tutto il balletto:
mi mancano solo due brani “Amore e Psiche” ed “Epilogo”:
poi sarà compito del coreografo dar vita ad una creatura esile ma coraggiosa
come Psiche.