“UN PADRE ED UN FIGLIO” dai MEMORABILIA di Senofonte Libro II, Cap.II

Posted On Febbraio 19, 2008

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Essendosi accorto un giorno che il proprio figlio maggiore era adirato contro la madre gli disse:«Rispondimi ragazzo, sai tu che vi sono delle persone che vengono chiamate ingrate?». «Certamente», rispose il giovane. «Bene, hai osservato quello che fanno per meritarsi tale nome?» «Sì, chiamiamo ingrati coloro che, avendo ricevuto dei benefici, non mostrano di essere riconoscenti quando potrebbero farlo.» Poi intervenne Socrate:«Ed ora dimmi, dove si può trovare qualcuno che abbia ricevuto dei benefici più considerevoli di quelli che i figli hanno ricevuto dai genitori? Perché è grazie ai genitori che i bambini sono assurti dal nulla all’esistenza, che possono vedere tante cose meravigliose e prender parte di tutti i doni che gli dèi dispensano agli uomini… L’uomo nutre la donna con cui deve fondare una famiglia ed accumula in anticipo tutto ciò che crede dovrà servire ai futuri figli e ne fa la più ampia provvigione possibile. Quando la donna ha concepito, mettendo la sua stessa vita in pericolo, ciba il bimbo degli stessi cibi che essa stessa ha ingerito e quando giunta al termine, lo dà alla luce a prezzo di forti dolori, lo allatta e lo cura, senza aver ricevuto alcun beneficio e senza che il neonato sappia le cure di cui è circondato né che possa indicare ciò di cui ha bisogno. Ma la madre cerca di indovinare ciò che può essergli utile e fargli piacere e si sforza di soddisfarlo; lo nutre a lungo e fatica per lui giorno e notte senza sapere se le sarà riconoscente. Ed i genitori non si accontentano solo di nutrire i loro piccoli ma, quando li vedono pronti ad apprendere qualcosa, comunicano loro tutte le conoscenze utili alla vita che loro stessi vivono, e se vi è qualcosa che credono un altro possa insegnare meglio di loro lo mandano da questo maestro senza badare alla spesa e prodigano i loro sforzi e le loro cure per rendere i figli migliori.»

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