“Ora chiudete gli occhi, chiudete anche le orecchie, distraete tutti i vostri sensi, abolite dal vostro pensiero tutte le immagini delle cose corporee,
o per lo meno, essendo ciò inattuabile, consideratele vane e false: riflettendo in tal modo su voi stessi e considerando la vostra interiorità, provate a rendervi più noti e familiari a voi stessi. Voi siete un “qualcosa” che pensa, dunque che dubita, che afferma, che nega, che conosce poche cose, che ne ignora molte, che ama e che odia, che vuole e che non vuole, che immagina e che sente”.
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